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Appunti sulla presentazione del libro “Vita” di Edoardo Boncinelli di Gabriele Beltrame

“La vita è come un arcobaleno sulla cascata” T. Mann

“La vita è un tentativo di arginare le leggi fisiche, è un’isola di ordine” E. Schrödinger

Queste due citazioni colgono il doppio aspetto della vita, presa nella sua accezione più generale, di continuità e cambiamento: il DNA, che ne è un requisito fondamentale per l’informazione che esso contiene, tende a conservarsi, mentre l’accumulo di errori porta novità e proseguimento. La vita è un equilibrio tra il fluire ed il permanere. Questo equilibrio è dinamico perché dentro agli esseri viventi, anche se immobili, tutto si muove in maniera ordinata. Questo equilibrio sembra più un eccezione che la regola [per quel che sappiamo del nostro piccolo angolo di Universo, aggiunta di chi scrive].

La vita non viola le leggi fisiche [che noi abbiamo dato al nostro mondo, aggiunta di chi scrive], ma ci gioca: la somma algebrica del suo ordine e del disordine che essa genera risulta disordine, che è maggiore di quanto ce ne sarebbe se la vita non esistesse. Possiamo considerare la vita come in deroga dai principi fisici.

La vita non ha una direzione preferenziale, essa non ha un andamento definito come lo srotolarsi di una pergamena (origine etimologica di evoluzione), infatti Darwin all’epoca preferiva il termine trasmutazione. Mutazioni e ambiente non sono direzionali, sono imprevedibili, per cui essi sono creatori e selezionatori continui di individui diversi. L’individualità di ogni vivente è feconda alla selezione naturale ed il caso è il padre delle biforcazioni che vengono a generarsi (ma è anche il padre della libertà degli individui), dove “caso” però non è sinonimo di “senza causa”.

Possiamo definire un essere vivente come quantità di materia organizzata definita nel tempo e nello spazio che metabolizza e si riproduce, caratterizzata da flussi di materia, energia ed informazione. Consegue da questa definizione che virus e prioni non siano forme di vita, sebbene vi si avvicinino. La differenza tra i viventi non sta nei loro mattoni, ma da come gli stessi mattoni si assemblano.

La vita sembra essere inconsapevole di se stessa fino alla nascita dell’uomo, sebbene non si è completamente sicuri che sia stato l’Homo sapiens a dare il via alla evoluzione culturale degli ominidi.

 Il trionfo dell’evoluzione della vita consisterebbe nel lasciare il mondo migliore di come lo si è trovato, visto che la vita è arrivata al punto di poter incidere su se stessa.