Notizie‎ > ‎

Mozione del CdS sulla riforma Gelmini

pubblicato 14 nov 2010, 02:13 da Utente sconosciuto   [ aggiornato il 27 feb 2013, 04:52 da Mauro Zuccolo ]

Il Consiglio degli Studenti, analizzato il recente disegno di legge “norme in materia di organizzazione delle università di personale accademico e reclutamento nonché delega al governo per incentivare la qualità e l’efficienza al sistema universitario”, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, ritiene che esso presenti, oltre ad alcune criticità, anche aspetti condivisibili, tali da farlo ritenere un punto di partenza per la possibile discussione di una riforma del sistema universitario; esprime, tuttavia, parere negativo sull’iniziativa legislativa di riforma del sistema universitario degli ultimi anni nel suo complesso in quanto basata in misura non secondaria su una pesante riduzione delle risorse finanziarie.
Nello specifico:

Esprime la sua contrarietà alla legge 133/2008
, in particolare:
  • Al taglio lineare, non sostenibile, del fondo di funzionamento ordinario
  • Alla possibilità data agli atenei di modificare il loro status giuridico in fondazioni di diritto privato con una delibera del Senato accademico
  • Al blocco del turnover che ha determinato la riduzione dell’organico e di conseguenza dell’offerta formativa indiscriminatamente
Richiede, a tal riguardo, un impegno serio da parte delle istituzioni nella formulazione di una
legge che crei razionalità, favorendo le eccellenze ed eliminando realmente gli sprechi.

Comunica la sua contrarietà al disegno di legge “Norme in materia di organizzazione delle università di personale accademico e reclutamento nonché delega al governo per incentivare la qualità e l’efficienza al sistema universitario” –detto riforma Gelmini- nel suo complesso, pur ribadendo che riconosce l’esistenza in esso di spunti lodevoli; in particolare i punti che incontrano la sua maggiore contrarietà sono:
Le modalità di riforma della governance
Le modalità di accesso alle risorse per il diritto allo studio

Esprime la sua preoccupazione per le insistenti notizie riguardanti il possibile inserimento nella legge finanziaria per l’anno 2011 di un taglio proibitivo alle risorse destinante al diritto allo studio.

Esprime, in ultimo, la sua solidarietà a quei movimenti di protesta, sorti recentemente, e destinati a mettere in luce le nostre stesse perplessità e contrarietà che siano stati posti in essere nel rispetto del diritto allo studio e delle libertà dei singoli di avvalersi dei propri legittimi diritti.