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Solo tagli alle Università La politica cambi rotta

pubblicato 20 feb 2013, 06:06 da Laura Paris   [ aggiornato il 27 feb 2013, 04:48 da Mauro Zuccolo ]

«Guasti» al sistema universitario e della ricerca. Invecchiano gli organici: non si può assumere. Calano i servizi. Si diventa meno competitivi. Scenario «allarmante», anche se le università hanno dimostrato di resistere. 

I rettori di Trieste e Udine, e la Sissa, lanciano un monito ai candidati delle prossime elezioni, nazionali e regionali, contro i tagli di finanziamento, che hanno causato «drammatico impoverimento nell’ultimo quinquennio»: «Chiediamo ai candidati delle diverse formazioni politiche di impegnarsi, ove eletti, a contribuire a un’inversione di rotta: università e ricerca entrino finalmente - e non solo a parole - nelle priorità strategiche dell’Italia e del Friuli Venezia Giulia».

Così scrivono Francesco Peroni (Trieste), Cristiana Compagno (Udine) e Guido Martinelli (Sissa), i rettori che con fatica hanno traghettato fin qui l’alta formazione attraverso le mannaie di Tremonti, e di Monti.

L’ateneo triestino, come più volte denunciato da Peroni, ha perso in 10 anni 243 docenti, passando da 954 del 2003 agli attuali 711, e si è dovuto drasticamente trasformare, e federare con Udine. «In 5 anni - denuncia il rettore - tagli di finanziamento statale per 15 milioni, da 107 a 92: questo dice tutto».

«Quest’anno - racconta invece Guido Martinelli, rettore della Scuola superiore di studi avanzati, e cioè una delle cinque scuole ad alta specializzazione d’Italia - abbiamo un taglio annunciato del 4-5%, sui 18 milioni di finanziamento statale ce ne mancheranno 600-700 mila (poi con i “grant europei” noi ci finanziamo anche altrove, per un bilancio che solitamente raggiunge circa i 35 milioni)».

Poi ai tagli evidenti si sommano quelli sotterranei e laterali: «Per un triennio il ministero aveva finanziato l’aumento della “borsa” per i dottorandi, aggiungendo 200 euro al compenso mensile di 800. Ora i tre anni sono passati, e noi che alla Sissa abbiamo quasi tutti dottorandi avremo altri 500 mila euro in meno, pari a un calo di 9 dottorandi all’anno, che non ci possiamo permettere, ma io - esclama Martinelli - i soldi non li fabbrico, siamo qui a combattere ogni giorno, quindi ho lanciato un appello a tutti: vincete molti “grant” europei». Perché anche la Regione ha tagliato tutto. «Ci hanno annunciato l’azzeramento dei contributi, quando noi rettori abbiamo protestato, per la cifra ma anche per sottolineare che alla Regione proprio non gliene importa niente, hanno promesso il 50% dell’anno scorso, perdita di ulteriori 250 mila euro per la Sissa».

L’appello amplifica quello di tutti i rettori italiani. «In Friuli Venezia Giulia - scrivono i tre vertici - abbiamo resistito anche grazie se non soprattutto alla capacità di rinnovarci, mantenendo elevati standard di produttività scientifica e di formazione di capitale intellettuale altamente qualificato». Ma è sui “guasti” che i rettori richiamano l’attenzione: «Un trend di questo tipo crediamo debba ancor più preoccupare in una regione come la nostra caratterizzata da una rete di strutture scientifiche e di alta formazione senza eguali nel paese: un patrimonio potenzialmente capace di restituire sviluppo al territorio e alla comunità nazionale, il migliore antidoto alla recessione».

È quanto Martinelli sottolinea con più forza: «Questo paese si sta suicidando - afferma -, in Europa gli investimenti sulla formazione universitaria sono alla base dello sviluppo. L’Italia è l’unica ad andare in direzione opposta. E già abbiamo il numero più basso di laureati».

Tratto da IL PICCOLO del 20 febbraio 2013 = http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2013/02/20/news/solo-tagli-alle-universita-la-politica-cambi-rotta-1.6564787

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